giovedì 22 ottobre 2009

Diciamo che

Ecco, diciamo che due mesi di silenzio "abbastano".
Diciamo che abbiamo avuto il nostro bel da fare.
Diciamo che provo a tornare.
Diciamo che sono papà (parapappappappappà).

Diciamo che ho una figlia stupenderrima :)

martedì 18 agosto 2009

E' il caldo che mi frega.
Il caldo, il lavoro, il non lavoro e poca poca poca creatività.
Sono un pò asciutto, saranno i 35 gradi di media in cui (soprav)vivo.
Sarà che non lo so.
Boh.

lunedì 27 luglio 2009

Mi stupisco sempre di come a volte sia semplice rendermi felice come una pasqua e farmi spuntare un sorriso ebete in volto.

Di cose varie

Ci sono informazioni e certe notizie che una volta avrebbero fatto la differenza mentre oggi ti lasciano indifferente, o comunque stuzzicano solo un breve cenno di curiosità (legata più che altro a previsioni e ragionamenti del passato).
Mentre ce ne sono altre, invece, che mettono in moto reazioni che ormai pensavi estinte da tempo, come una vecchia contingenza dimenticata ma sempre presente, mimetizzata sullo sfondo e per questo ormai data per persa.
E queste reazioni, queste meccaniche mentali che c'erano e ci sono (e probabilmente ci saranno sempre) sono talmente forti ed impellenti che non puoi bloccarle oppure eliminarle, ma per forza di cose devi seguirle. Anche volendo - e non è sempre così - non puoi, diventano imperativi categorici.
Che in tempi non sospetti ti sei o ti hanno autoimposto, o che forse non è altro che la tua naturale impostazione comportamentale.
E mi rendo conto che la cosa è talmente personale che a spiegarla non si può, che a capirla (da parte di altri) non si può, che è inutile combatterla, giustificarla, spiegarla o razionalizzarla.

Le ferie sono andate bene, a parte dover buttare una spalla, mezza schiena ed u8na buona parte di un braccio.
next time col cavolo che mi prendo le ferie se poi il secondo giorno mi devo incriccare e devo andare avanti drogandomi di antidolorifici dagli effetti molto blandi (maledetto metabolismo).
Fa un caldo porco.
Ma tanto tanto, comunque.
E non mi pare ci sia intenzione - da parte di sto caldo - di andarsene presto.
Quasi ci si trovasse bene, qui.

venerdì 10 luglio 2009

Sono vivo eh!
Solo che non ho quasi nulla da scrivere, e quel poco da scrivere non mi viene da scrivere.
E mò me ne vado al mare una settimana.
A prossimamente.

martedì 30 giugno 2009

Sabato sono stato con bella gente. Molto bella gente.
Vi basti.

giovedì 25 giugno 2009

Altro che Pavlov!

Con il passare del tempo ed una certa esperienza in prima seconda e terza persona mi sto sempre più rendendo conto che le meccaniche sociali di uomo e donna - seppur con le dovute differenze - siano ben più simili di quanto si creda.
Che uno all'inizio pensa che siano completamente diversi, perchè le donne possono questo perchè sono donne mentre gli uomini non possono perchè sono uomini però quello si e le donne no.
Invece uno se ci ragionasse come cristo comanda - e soprattutto sfruttasse l'esperienza che ha - si renderebbe conto che in fin dei conti non è che le meccaniche siano tanto diverse. E' tutta una questione di tattiche e tecniche, ma alla fine sono dettagli.

Che prendiamo ad esempio Lei.
Lei si presenta bene, se non benissimo.
E bella, ma bella forte - tanto che mi ci gioco il mignolo sinistro che se si acchittasse (termine tecnico capitolino per acconciarsi a modo) si girerebbero tutti. E' intelligente, arguta, divertente. E' piacevole ed interessante.
Tanto che se avessi una donna che amo ed una figlia in arrivo in meno (ed avessi meno esperienza di quanta ne ho) ci avrei fatto più di un paio di pensierini.
E secondo me lo sa. Sa di essere tutto questo, perchè non posso credere che non lo sappia. Perchè a 24 anni ste cose o le sai, o non le sei.
E nonostante questo Lei mi cade nell'oscura spirale degli errori di valutazione.
Mi gioca la carta della Prova Guinzaglio.
(La Prova Guinzaglio, individuata e catalogata da un eminente psicologo amatoriale contemporaneo di cui non faccio il nome, consiste nel sapiente utilizzo di contatti, modi di fare e rilascio di informazioni atto a verificare se l'interesse da parte di terze persone - il guinzaglio all'atto pratico - sia ancora tanto presente da riavvicinare la terza persona all'utilizzatore della prova stessa).
Che io - che forse comincio ad avere un'età e sto diventando ancora più intollerante verso alcuni comportamenti - non riesco a crederci che come dice la Mia Lei sia solo una questione di insicurezze. Perchè puoi essere insicuro quanto ti pare, ma se lo sei così insicuro allora c'è qualcosa che non quadra. Che con quel potenziale li io ci diventavo ricco e famoso.
Che poi lo usa con Lui, che di esperienza non è lontano da me, e quindi stupido non è. Vada una volta, vada due, alla terza ti bruci. E certe scottature non scompaiono mai.

venerdì 19 giugno 2009

Di neuroni e criceti

Io ho un criceto (qualcuno di voi si ricorderà di lui, in un altro blog di un altro host in un altro anno).
Un criceto bellissimo direi, e che ho sempre pensato caratterialmente affine a me, suo padrone di gabbia. E non solo perchè morde (come me), si dimentica le cose dopo sette secondi (come me), e pigro (come me) ed altre cose (come me).
Nessuno mi ha mai creduto che fosse bellissimo ed intelligente e astuto e meravigliosamente topo, ma si sbagliavano.
Ed oggi ne ha dato prova.

Pulita la gabbia le mie dolci metà e mezzo gli hanno rimesso a posto le due ciotole, quella col cibo fresco (insalata, adora l'insalata) vuota e quella col cibo (i semini!) piena.
E lui cosa fa? Si capa i semini buoni dalla ciotola piena e li sposta in quella vuota, così non si sforza a cercarli.
Il mio topo è un genio. Non ci sono storie.

E se gli sconosciuti non lo fossero sul serio?

L'ideale sarebbe riuscire ad attorniarsi di determinate figure ben scelte.
"Caparsi" le persone una ad una seguendo il personale gusto, istinto e piacere, piazzarsele accanto e godere della loro presenza.

Peccato che - ed è una cosa che ormai mi capita da fin troppo tempo - più del 50% di queste persone siano troppo lontane, a nord a sud ad est o ad ovest.

E spesso e volentieri laddove tu (io) senti questa sensazione di piacevole associazione, questa voglia (non necessità, le necessità rendono dipendenti) di condivisione, questa curiosità di interagire, dall'altra parte tutto questo non c'è, è visto in modo diverso, non è pensato. E ci pensi e ti chiedi se certi passi siano corretti, siano chiari, o siano per lo meno comprensibili.

A me è capitato, e per un periodo mi ha anche controllato. Poi, superata quella fase, è subentrato il menefreghismo delle conseguenze laddove l'atto lo consider(av)o non ostile.
E le risate signori, le risate!

martedì 16 giugno 2009

Della genialità dirigenziale

Oggi, ore 18, mi appresto come al solito a tornare a casa.
Prendo la borsa, ci metto il mio libro, spengo il computer e chiudo le finestre.
Mi avvio per il corridoio che porta all'uscita dell'ufficio, passando davanti alla stanza della segreteria, dove stazionano la fotocopiatrice/scanner/stampante e la macchinetta del caffè. E dove il mio capo sta facendo un pausa.
In un impoeto di dubbio torno indietro ed entro nella stanza, avvicinandomi alla stampante; apro il coperchio e controllo.
"Che ti sei dimenticato?" mi fa il capo mentre sorseggia il suo caffè.
"Nulla, verificavo di non aver dimenticato nella stampante nessuna delle immagini dell'ecografia 3D che abbiamo fatto ieri - rispondo io - sai, oggi a pranzo le ho scannerizzate per poterle spedire".
Lui mi guarda, con quel suo sguardo a metà tra l'infallibilità vaticana e la saccenza da premier, e mi dice:

"Ma scusa, se hai scannerizzato le immagini dell'ecografia 3D ora non sono più a tre dimensioni ma a due!".